INFERMIERE PROTAGONISTA

Infermieristica e Nursing

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Carenza di Infermieri sanità al collasso

L’allarme arriva dai sindacati e dalla Rsu aziendale che ieri hanno scritto una lettera alle autorità regionali e al direttore generale dell’asl. A marzo 2011 i dipendenti “usciti” e non sostituiti saranno 220: qualità dell’assistenza a rischio.

Nella sanità pubblica savonese è ormai allarme rosso. Nel corso del 2010, infatti, sono ben centosessanta gli infermieri e operatori socio sanitari andati in pensione o che hanno deciso di licenziarsi per svolgere un altro mestiere, e nel primo trimestre del 2011 se ne aggiungeranno ancora una sessantina. Il dramma è che non verranno sostituiti.
Una situazione già grave, che con il trascorrere delle settimane si sta facendo sempre più pericolosa, con il rischio che a pagarne le conseguenze siano poi i cittadini e nel caso specifico, considerato che si tratta di un settore importante e delicato come è quello della sanità, i pazienti. «Il livello qualitativo dell’assistenza - denunciano i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria - non può essere garantito se un infermiere o un operatore socio sanitario si trova costretto a coprire due turni al giorno invece che uno».
E ieri i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, insieme al coordinatore della Rsu dell’Asl 2 savonese, hanno deciso di denunciare la situazione di estrema difficoltà in cui da mesi si trovano tutti i reparti di degenza degli ospedali di Savona, Pietra, Albenga e Cairo.
Rendendo pubblica una lettera che poche ore prima avevano inviato al presidente della Regione Claudio Burlando, all’assessore regionale alla sanità Claudio Montaldo e al direttore generale dell’Asl savonese Flavio Neirotti. «In merito alla gravissima carenza di personale che si verifica nell’Asl savonese - si legge nella lettera - la Rsu e le organizzazioni sindacali evidenziano che la situazione è ormai prossima al collasso del sistema. Tutte le strutture aziendali sono in sofferenza, ma i problemi maggiori si manifestano nel settore sanitario che si dedica all’assistenza diretta del malato; le varie strutture sono in grave carenza di personale e ogni giorno ci giungono segnalazioni che lamentano notevoli difficoltà per la copertura dei turni di servizio. Il personale sanitario è costretto a saltare i riposi e a rinunciare alle ferie: lavoro straordinario e prestazioni aggiuntive non sono più sufficienti a garantire il servizio, e inoltre sottopongono lo stesso personale a un impegno lavorativo che non è più sostenibile. Con gli attuali organici sono in serio pericolo efficacia ed efficienza dell’intervento sanitario, con gli inevitabili disagi per l’utenza».
E poi arriva la richiesta decisa alle autorità regionali. «La Rsu della Asl2 insieme con Cgil, Cisl e Uil chiedono all’amministrazione regionale di eliminare l’assurdo divieto di assunzione del personale, sbloccando le deroghe necessarie per fornire un servizio sanitario adeguato alle necessità, eliminando gli sprechi e le inutili consulenze esterne».
Nel tardo pomeriggio la replica da parte dell’Asl. «La direzione aziendale - si legge nella nota - fa presente che le ferie e i turni di riposo normalmente vengono fruiti nei tempi previsti. Vengono altresì garantite la sicurezza, l’efficacia ed efficienza degli interventi sanitari».

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